
Violetto Bellosguardo, chapter 1: blueberry blues
✦ DOPPIA REPLICA ORE 17 E ORE 17.30 ✦
coreografia/performance Vittorio Porcelli
sound design Studio Batsumi, Jeanne Pâris
costume design Francesco Iacovino
graphic design Nina Vanhout
videomaking Pavle Banović
produzione esecutiva Equilibrio Dinamico
co-produzione Théâtre Sévelin 36; Festival Nutida/Stazione Utopia, Pitti Discovery, Musicus Concentus
con il supporto di KOMMTANZ/Passo Nord, Oriente Occidente
selezione Open Studios – NID Platform 2025
durata 12 minuti
È uno spettacolo che conosce il proprio rischio, quello di chi si mette in scena senza rete protettiva, e lo assume fino in fondo.
(…) il disagio di una generazione che affronta i propri eccessi trova una forma, un colore, e una grazia imperfetta.
S. Ferraiolo, Art A Part of Culture
Violetto Bellosguardo, chapter 1: blueberry blues è un estratto coreografico di un solo multidisciplinare che interroga le implicazioni etiche, culturali e affettive nella pratica della trasmissione del nome.
La figura di Violet Beauregarde de La fabbrica di cioccolato di Roald Dahl interviene come contrappeso pop e concettuale.
Lo studio del macabro nella letteratura infantile – da un’analisi di Roald Dahl and Philosophy: A Little Nonsense Now and Then di Jacob M. Held e A Thematic Analysis of Roald Dahl’s Adult Fiction – si allinea alla lettura della costruzione identitaria come forma di negoziazione sotto vincoli storici e simbolici.
Fra i punti cruciali del processo creativo, la relazione fra castigo e inibizione di una moralità consapevole, puntando alla rivendicazione dell’estetica dell’eccesso con codici propri della Generazione Z.
Un legame camp, intimo e provocatorio, unisce autobiografia e finzione.
In questo spazio performativo si installa il desiderio strabordante di riscrivere la normativa del successo e dell’ambizione giovanile, navigando immaginari queer e umore sovversivo.

