Jumana Dabis | Sarkha

Luogo

Artificerie Almagià
via dell'Almagià 2
Categoria

Data

Set 07 2026

Ora

19:30

Costo

gratuito

SARKHA

proiezione realizzata nell’ambito di Solidarity in Motion

direzione Jumana Dabis
concept e coreografia
Ramz Siam, Rebecca Kaoud
performance Gaza Mayar Ayyoub, Janna Ayoub, Salwa Ayoub, Razan Baroud, Lina Awad, Dina Awad, Rimas Ayoub, Rita Shanti, Nour al Shanti, Baylasan Ayoub, Lajeen alShanti, Touline Amer, Dima Kawari’, Ghazal Radwan, Reneen Abdel Majid, Rimas Odeh
performance Ramallah Batool Abu Daoud, Rita Abu Daoud, Ramz Siam, Rebecca Kaoud, Jumana Dabis
performance Cairo Nowwar Salem, Heidi Ihab
allenatore boxe a Gaza Osama Ayyoub
direttori fotografia Yousef Hammad (Ramallah), Ahmed Abu Ajwa (Gaza), Majed Nader (Kairo)
editori Basel Nasr, Balsam Samara, Masna alrusoom almutaharrikah (The Animation Factory)
colourist Ahmad Zayood
musica, composizioni, sound design Jeries Babish, Karim Barakat, Majd Hajjaj, Nasseem Rimawi, Jawdat Khoury, SOL Band Gaza (Said Fadel, Rahaf Shamaly(
produzione SHAMS Dance Company
finanziato da MISHKAL, Doria Feminist Fund, A M Qattan Foundation
si ringraziano Ahmad Alghariz (Campzbreakers), Sareyyet (First Ramallah Group), Karim Azzam, Amer Shomali, Mohannad Smama
durata
20 minuti

 

La condizione palestinese è frammentata, divisa tra entità che cercano tenacemente di riaffermare un’identità unitaria. In un momento segnato da divisioni e distruzione, abbiamo scelto l’arte come strumento per ritrovarci, per sentirci uniti come palestinesi nonostante la dispersione delle nostre realtà. Poiché ci è precluso il potersi incontrare fisicamente, abbiamo fatto dell’arte il nostro luogo d’incontro.


Sarkha
è un cortometraggio che attraversa le vite di artiste, donne e bambine palestinesi residenti in Cisgiordania, nella Striscia di Gaza e al Cairo che si uniscono attraverso la danza in un momento di paura e distruzione. La danza diventa forza di comunità, memoria e speranza, capace di offrire conforto nella vita quotidiana segnata dall’incertezza e dalla violenza.
Un documento sul potere unificante dell’arte, che cattura la bellezza duratura della Palestina e la resilienza del suo popolo, mantenendo viva la speranza di un futuro migliore.

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