Roger Bernat | La consacracion de la primavera

Luogo

Spazio Z.A.R.A.
via Zara, 27 - Ravenna
Categoria

Data

Set 05 2026

Ora

21:30

Costo

Biglietto Unico 5€ - Ridotto operatorə e possessorə Turbe Card 3€

La consacración de la primavera

realizzato nell’ambito del progetto Scena Catalana
in collaborazione con ATER Fondazione e Tavolo Regionale della Danza e con il supporto di Regione Emilia-Romagna


Musica
 Juan Cristóbal Saavedra Vial, basata sulla partitura di Igor Stravinsky
Ideazione scenica  Roger Bernat, basata sulla coreografia di Pina Bausch
Con la collaborazione di  Txalo Toloza, María Villalonga, Ray Garduño, José-Manuel López Velarde, Tomás Alzogaray, Brenda Vargas, Diana Cardona, Annel Estrada e Viani Salinas
Direzione tecnica  Txalo Toloza
Sound design  Rodrigo Espinosa
Ideazione immagini  Marie-Klara González
Coordinamento Helena Febrés
Produzione esecutiva Messico  Alicia Laguna
Assistenza alla produzione Messico  Antígona González e Mariana Toledo
Autista Don Moisés
Una coproduzione di Teatre Lliure ed Elèctrica Produccions (Barcellona), Festival Instal·laccions/Ajuntament Cambrils e Festival Transversales (Messico)
Con il supporto del programma del Fondo dell’Unione Europea in Messico
Durata  50 minuti

 

Roger Bernat propone una reinterpretazione radicale dell’opera di Pina Bausch. Conosciuto per il suo teatro partecipativo, il direttore catalano reinventa La sagra della primavera senza danzatori professionisti. Questa volta, è il pubblico a diventare interprete. In uno spazio vuoto, ogni partecipante indossa delle cuffie con musica e semplici istruzioni di movimento. Poco a poco, i gesti formano un rituale collettivo che ricrea la logica del sacrificio. La musica di Stravinsky rimane, ma la sua funzione si trasforma. Qui, l’idea del sacrificio diventa politica: chi prende l’iniziativa, chi segue, come si svolgono le decisioni all’interno del gruppo?
L’opera interroga la responsabilità individuale all’interno dei sistemi collettivi ed espone il potere dei rituali e delle cornici teatrali. Il pubblico passa da spettatore ad attore in un meccanismo che forse non comprende del tutto, ma che lo confronta con il ruolo che ognuno gioca all’interno del gruppo.