Daniele Ninarello

Luogo

Artificerie Almagià
via dell'Almagià 2
Categoria

Data

Ott 02 2026

Ora

11:00

Costo

Intero 10€ - Ridotto 7€ - Ridotto operatorə e possessorə Turbe Card 3€

NOBODY, NOBODY, NOBODY. It’s Ok Not To Be Ok

Ideazione e danza Daniele Ninarello
Collaborazione alla creazione Elena Giannotti
Consulenza drammaturgica Gaia Clotilde Chernetich
musica Daniele Ninarello
Sound processing Saverio Lanza
Produzione CODEDUOMO ETS
Coproduzione Oriente Occidente
In collaborazione con Mart – Museo di arte moderna e contemporanea di Trento e Rovereto, Atelier delle Arti Livorno.
Con il supporto di  Fondazione Piemonte dal Vivo/ Circuito Regionale Multidisciplinare di Spettacolo dal Vivo, Lavanderia a Vapore/ Centro di Residenza per la Danza, Centro per la Scena Contemporanea – Bassano del Grappa e DiR – Dance in Residence Brandenburg, a cooperation project of fabrik moves Potsdam and TanzWERKSTATT Cottbus. Programma creato con ProPotsdam, Bürgerhaus am Schlaatz, fabrik Potsdam and the Brandenburg State Museum of Modern Art | Dieselkraftwerk Cottbus
Supportato da DIEHL+RITTER/TANZPAKT RECONNECT, funded by the Federal Government Commissioner for Culture and the Media as part of the NEUSTART KULTUR initiative, the State of Brandenburg, the City of Potsdam and the City of Cottbus
Realizzato nell’ambito della ricerca sull’innovazione didattica del progetto Media Dance – Lavanderia a Vapore di Collegno.
Durata 50 minuti

 

NOBODY NOBODY NOBODY. It’s ok not to be ok si articola attraverso una serie di azioni performative, discorsi danzati come un flusso di coscienza del corpo che ri-attraversa sensazioni e memorie, una riflessione personale sulle tracce lasciate dalla cultura della violenza e dell’offesa. Un dettato inedito del presente, che sostituisce quello del passato riprocessando sensazioni e tensioni arginate nel corpo.
NOBODY NOBODY NOBODY – It’s ok not to be ok, parte dalla sfera autobiografica in cui ripercorro la mia personale esperienza di “corpo bullizzato”, per estenderla ad un fuori più ampio. L’intenzione è quella di mettere in relazione lo spazio intimo dell’esperienza del corpo con lo spazio pubblico, con la volontà di esporre il corpo nella sua condizione di vulnerabilità maggiore, in quei momenti in cui si consegna a quelle tracce che lo hanno costretto ad una postura di controllo, difesa e paura. Una serie di danze che nascono per dare voce alla pelle, a quelle parti di noi che pubblicamente si vestono di vergogna e giudizio, considerate fuori norma. Dare voce alla pelle significa allora portare in superficie ciò che troppo spesso in superficie non arriva

 

ph. Sara Deidda