Luogo

Artificerie Almagià
Ravenna
Categoria

Data

Set 13 2018

Ora

21:00 - 18:00

Meru

di Daria Menichetti
con Francesco Manenti
luci Vincent Longuemare
musiche Michele Zanni
coproduzione Associazione Sosta Palmizi e DanceMe (Perypezye Urbane)
con il contributo di MiBACT, Ministero per i Beni e le Attività Culturali e del Turismo/Direzione generale per lo spettacolo dal vivo, Regione Toscana/Sistema Regionale dello Spettacolo
selezionato da Visionari Kilowatt 2018
si ringraziano Cajka Teatro d’Avanguardia Popolare di Modena, Verastasi (Tuscania) e CapoTrave/Kilowatt (Sansepolcro) per aver ospitato il progetto coreografico, Danio Manfredini per il suo sguardo prezioso.

“Ho avuto la fortuna, qualche tempo fa, di lavorare tra le Alpi ticinesi in un alpeggio, prendendomi cura di un gregge di capre. In quel tempo mi sono confrontato con la montagna, gli animali, la natura, la fatica, la frustrazione e la gioia, la paura, la solitudine e tanto altro. La montagna, la natura in generale, costringe l’uomo a confrontarsi con se stesso. Davanti alla montagna e al suo mondo mi pongo davanti a me. Ogni passo, ogni appiglio raccontano di me attraverso la montagna. Per questo la montagna conserva e mantiene un fascino eterno in tutte le culture, perché ogni volta che ci si incammina tra le sue rughe si inizia, in realtà, un cammino dentro di sé, dentro l’umano”.
F. Manenti

MERU è la seconda parte di una TRILOGIA SULL’ANIMA iniziata con “Animula” (Produzione Sosta Palmizi 2016). Il monte MERU nel pensiero hinduista, buddhista e jainista, è un monte mitico e sacro, vero e proprio axis mundi che sorregge microcosmo e macrocosmo. In MERU, la vetta da scalare è vista come percorso di ascesi, “dal regno della materia alla cima dello spirito”. L’uomo, in continua metamorfosi, attraverso i suoi movimenti entra in risonanza con la montagna, con il suo stare monolitico e con il fluire nascosto di acque, animali e vegetazione, ma anche con la sua anima più selvatica e misteriosa. Partendo dall’esperienza intima che l’interprete ha avuto con la montagna, MERU, cerca la natura di un gesto puro, segue una narrazione onirica come a compiere una meditazione sul fluire mutevole dei paesaggi e delle sensazioni.