
L’incontro
♦ repliche ore 16.30 e ore 18.30
ideazione e danza Lia Claudia Latini e Giovanni Leonarduzzi
sound designer Maurizio Cecatto
produzione Compagnia Bellanda
creazione vincitrice Danza Urbana XL 2023
durata 15 minuti
Emmanuel Lévinas è contro l’amore romantico inteso come la fusione di due esseri. Il volto non può essere assorbito nella mia identità e rappresenta l’inizio della rottura con la totalità perché la vera unione è un faccia a faccia, alterità reciproche che non vengono assorbite o eliminate. La relazione non neutralizza l’individualità, ma la conserva.
“Nel semplice incontro di un uomo con l’altro si gioca l’essenziale, l’assoluto: nella manifestazione, nell’«epifania» del volto dell’altro scopro che il mondo è mio nella misura in cui lo posso condividere con l’altro. E l’assoluto si gioca nella prossimità, alla portata del mio sguardo, alla portata di un gesto di complicità o di aggressività, di accoglienza o di rifiuto.”
Il volto, per Lévinas, è il luogo dell’incontro, è il luogo in cui si giocano tutte le dinamiche dell’uomo.
Da Filosofia dell’incontro. La riscoperta di un gesto dimenticato di Charles Pépin:
“È impossibile vivere pienamente le nostre esistenze facendo a meno degli altri: che siano essi amici, colleghi, famigliari, partners, siamo infatti mossi naturalmente verso il prossimo con uno slancio e una necessità tali da darci ogni volta l’impressione di poter rinascere. Ma quali sono le caratteristiche di un vero incontro e a quali condizioni possiamo farne tesoro?”
Prima ancora di analizzare come la diversità dall’altro costituisca la propria identità (Lévinas), come possiamo liberarci dalle catene dei nostri pregiudizi, superare la paura di perdere il controllo e fidarci dell’altro?
ph. Gerardo Sanz