Cristina Kristal Rizzo danzatrice, performer e coreografa con sede a Firenze, attiva nella scena delle arti performative sin dai primi anni ’90.
È una delle fondatrici dello storico collettivo Kinkaleri, con il quale ha collaborato a lungo, ricevendo numerosi riconoscimenti, tra cui il Premio Ubu e il Premio Lo Straniero.
Dal 2008 ha intrapreso un percorso indipendente nella produzione coreografica, orientando la sua ricerca verso una riflessione teorica di forte impatto dinamico, volta a rigenerare l’atto stesso della creazione e ad aprire interrogativi sul presente. Parallelamente alla tournée, svolge un’intensa attività di formazione continua, conferenze, workshop e scritti teorici. Tra le sue creazioni recenti si annoverano: il progetto Monumentum the second sleep, ECHOES, TOCCARE the white dance (Danza&Danza Award per la coreografia contemporanea 2020), ULTRAS sleeping dances, VN Serenade, Prélude, ikea e BoleroEffect. Come coreografa ospite, ha creato opere per importanti teatri d’opera e istituzioni in Italia e all’estero, tra cui: Teatro Comunale di Firenze – Maggio Musicale Fiorentino, Aterballetto, Balletto di Toscana Junior, LAC Lugano, MACRO Roma, MUSEION Bolzano, Museo Pecci Prato, Museo del Novecento Firenze e MASI Museo Lugano. Ha contribuito alla creazione del progetto speciale La Piattaforma della Danza Balinese per il Santarcangelo Festival 2014 e 2015 e all’edizione 2021 di LiveArtsWeek con Xing.
Dal 2019 partecipa attivamente a Sup de Sub, un progetto per giovani non professionisti provenienti dalle periferie di Marsiglia e Parigi.
Nell’ottobre 2021 è stata artista ospite del progetto Juntarte / La Escena Inclusiva all’Avana, Cuba, e ha curato il progetto Cuba>>Firenze 2032 per il Fabbrica Europa Festival. Nel 2026 è fellow artist in residence a Scuola Piccole Zattere di Venezia.
Il suo lavoro è supportato e prodotto da Fuori Margine Centro di Produzione di Danza e Arti Performative della Sardegna ed è artista in residenza presso il PARC/Fondazione Fabbrica Europa per il triennio 2025-2027.
Diana Anselmo (Palermo, 1997) è performer e artista visivo queer e Sordo, oltre che essere umano improvvisato. La sua pratica intreccia ricerca documentaria an-archivistica e indagine anti-storica sulla storia di oppressione della Comunità Sorda. Bilingue LIS e italiano, debutta nel 2021 con la lecture-performance Autoritratto in tre atti presentata oltre 40 volte in Italia e all’estero in spazi come Culturgest, Casa da Música e Centre d’Art Contemporain Genève. Nel 2022 prende parte a Le Sacre du Printemps (2022) di Xavier Le Roy a Berlino e crea You Have to Be Deaf to Understand, performance in Visual Sign presentata in contesti Deaf tra Lisbona, Edimburgo, Stoccolma e Parigi. Nel 2024 co-firma Monumentum DA con la dance-maker Cristina Kristal Rizzo, presentando il lavoro a TorinoDanza, Triennale Milano e in contesti internazionali. Nello stesso anno, Fondazione Sandretto Re Rebaudengo lo invita a sviluppare la ricerca alla base di Je Vous Aime in una mostra personale curata da Bernardo Follini, segnando un importante ampliamento della sua pratica nelle arti visive.
Nel 2025 sviluppa il secondo capitolo della sua ricerca, Pas Moi, presso Scuola Piccola Zattere a Venezia sia come mostra curata da Irene Calderoni e Margherita Falqui, sia come performance coprodotta da partner internazionali tra cui Santarcangelo Festival e Theaterformen Festival. Nello stesso anno Diana diventa direttore artistico di Repubblica Sorda, al momento unico festival professionale italiano dedicato alle arti sorde e alla lingua dei segni. Nell’inverno 2026 debutterà con Les Enfants Sauvages – al museo, coprodotto da MUDAM e Triennale Milano.
È rappresentato da Galleria Eugenia Delfini a Roma, dove ha esposto deafnotdead – recensito su Artforum da Ida Panicelli.


