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Biglietti

Data

Ott 29 2022

Ora

21:00

Costo

Biglietto 11,50 €

ToDay ToDance – Walking memories

a cura di E Production nell’ambito di Fèsta
di e con Elisa Pol
collaborazione artistica Raffaella Giordano
testi* Elisa Pol
disegno luci Pensiero di Maggio
frammenti sonori da Sleep di Max Richter
elaborazione del suono Flavio Innocenti
costumi Sofia Vannini
direzione tecnica Mattia Bagnoli
produzione Nerval Teatro, Sosta Palmizi
con il contributo di Emilia Romagna Teatro Fondazione
progetto vincitore del bando ERT- Spettacolo in Emilia Romagna Performing Arts under 40
con il supporto di Armunia, Olinda, E Production, KOMM TANZ/PASSO NORD
progetto residenze Compagnia Abbondanza/Bertoni, in collaborazione con il Comune di Rovereto
Un ringraziamento particolare a Paola Bianchi, Barbara Caviglia, Franco Caviglia, Elena Marinoni e Michele Bariselli – Rifugio Quinto Alpini, immagine Daniele Villa Zorn

*testi ispirati alle letture di La montagna Vivente, Nan Shepherd, Wanda Rutkiewicz, la signora degli ottomila, Gertrude Reinisch, Tutte le opere, Antonia Pozzi, Il leopardo delle nevi, Peter Matthiessen, La montagna e il suo simbolismo, Marie Davy Madeleine, Sensi soprannaturali, Cristina Campo.

Walking Memories è una performance di gesti e di parole sulla montagna e sul mondo dei ricordi e della dimenticanza, un lavoro di e con Elisa Pol che, in collaborazione con la danzatrice e coreografa Raffaella Giordano, riflette sulle corrispondenze tra paesaggio e individuo, tra gli spazi, le trame, gli odori e i suoni dei luoghi e i loro intimi riflessi nell’animo umano.
“L’essere-nel-mondo è una condizione aperta, porosa, disponibile ad accogliere i paesaggi esterni del mondo, che riverberano dentro di noi e parlano ai nostri spazi interiori, un’esperienza che ci costituisce e forma quello che siamo, i nostri pensieri e la nostra memoria. Eppure un numero sempre maggiore di noi sembra aver scordato questo legame e vive separato dal contatto con la natura. Con Walking Memories mi propongo di raccontare della montagna e di tutto quello che montagna non è, ma che contribuisce a formare l’immagine sbiadita e vertiginosa dei nostri picchi interiori.” Elisa Pol