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Data

Dic 16 2019

Ora

9:20

CorpoGiochi a scuola: evento Rosso “VianDanti”

[…] onde si muovono a diversi porti
per lo gran mare dell’essere

Evento realizzato da 25 ragazzi e ragazze delle classi terze A e E della scuola secondaria di primo grado “Mario Montanari” che partecipano al progetto CorpoGiochi® a Scuola sin dalla classe prima.
Direzione artistica: Monica Francia e Annalisa Ercolani

La performance CorpoGiochi Rosso richiede da sempre ai ragazzi delle terze che scelgono di farlo di cimentarsi e tradurre con il linguaggio del corpo un argomento di difficile comprensione date la vastità e la complessità del tema stesso. Quest’anno i ragazzi si sono avvicinati alla Commedia offrendo alle classi coinvolte nel progetto d’Istituto e della città, una sorta di incipit, di introduzione al loro studio dell’opera a sua volta finalizzato alla creazione di opere ed eventi di più largo respiro.
Onde si muovono a diversi porti / per lo gran mare dell’essere si configura così come una sorta di umile viatico, che si spera possa “servire di sostegno, di conforto in un’impresa o in un’attività”, ben più lunga e articolata. Per questo si è scelto come titolo, lo stesso titolo del progetto d’Istituto, giocando però sulla ambigua polisemia della parola ‘onde’ che qui si collega anche visivamente, al gran mare dell’essere. Il viaggio, lo spaesamento, la perdita di sé che è perdita di senso, la guida, le guide, essere Dante e poi trasformarsi in Virgilio, smarrire la diritta via per poi prendersi cura dell’altro in un veloce scambio di ruoli perché nella vita, ‘nuova’ ovvero straordinaria, di ciascuno, si è sia l’uno che l’altro, ci si può perdere, ma si può anche salvare, sono i temi conduttori di questo lavoro.
Basterà ai nostri VianDanti questo breve e intenso attraversamento dei tre regni se non per vedere l’amore che move il sole e l’altre stelle, almeno per avvicinarsi con il corpo e con i sensi all’opera del poeta?

Si ringraziano gli insegnanti responsabili di progetto, il Dirigente per la preziosa collaborazione e la docente Federica Goffi per l’idea del titolo.